Circondarli di premure o lasciarli fare? Quante attenzioni dargli? Quando dirgli di sì e no? Le regole non esistono, ma il buon senso sì. Optate per un po’ di scomodità e molta organizzazione

Chi fa da sé fa per tre. Dato che non ci sono regole precise, almeno qualche volta, vi suggerisco di lascarli fare. Vi accorgerete che ogni conquista d’indipendenza è una perdita di potere per noi, ma è anche una conquista fondamentale per loro. Lasciateli dormire e mangiare da soli. Mettergli le scarpe la mattina per arrivare prima a lavoro, im­boccarli per non farli sporcare, e altre piccole “attenzioni” potranno sembrarci comode abitudini, ma non sono utili: il nostro impegno maggiore è renderli au­tonomi. Accettiamo­lo,perché fa parte del loro percorso di cresci­ta. Non è il caso di crollare di fronte all’allontanamento o di interpretarlo come un tradimento. Andranno comunque a cercare altrove quello che non gli avremo dato, perché nessuno può dare tutto quello che serve, nemmeno la migliore delle mamme o il più attento dei papà. Stanno crescendo, quindi dob­biamo essere orgogliosi di loro e accettare il fatto che, come il resto del mondo, non la pensano come noi e vogliono dircelo.

Sperimentano quello che poi dovranno mettere in pratica con le persone che incontreran­no, e se noi che siamo ancora il loro punto di riferi­mento non reggiamo il colpo, finiremo per logorare sempre di più il rapporto che ci unisce. Quando cresceran­no, a fare la vera differenza sarà il dialogo creato con loro: fategli capire che se gli dite “no” è per il loro bene, e che se gli dite sì è perché se lo sono meritato. L'u­nica cosa che può guidarci nella “scelta dei no” è saper guardare, con occhio critico ma anche con buon senso,il figlio che avremo davanti proprio in quel momento, senza cercare di risalire a nessuna teoria psicoeducativa, perché non ne esiste una universale. Organizziamo al meglio il nostro stile di vita, soprattutto di fronte a loro, e diamogli la possi­bilità di sperimentare e inciampare, perché è indispen­sabile: è sugli errori che poi costruiranno l’esperien­za con cui raggiungeranno la loro autonomia. Non trattiamoli come se fossero adulti, come se sa­pessero già tutto, perché non è così.

Dott.ssa Francesca Dall’Ara